Toccando il cielo

Mi sento molto George Lucas, perché preso da non so cosa, ho deciso di iniziare a scrivere da qua. Da Shanghai. A esattamente una settimana e un po’ dal nostro arrivo.

E si, ho iniziato solo adesso a scrivere, un po’ per pigrizia un po’ per il poco tempo. Alla fine mi sento impegnato come se fossi a Torino, ma cosa avrò mai da fare?

Comunque tralasciando Pechino e Xi’an, che racconterò nei prossimi giorni, Shanghai non è una città, ma una megalopoli con circa 25.000.000 di abitanti, vi dico solo che ha 19 linee della metro. Per arrivarci abbiamo preso un comodissimo e velocissimo treno notte da Xi’an.

Appena messo piede siamo stati travolti da un’afa e un tifone, un tifone che ha bloccato tutto e tutti, io ero demoralizzato, perché veramente davano 4 giorni di pioggia fitta, cosa che poi non si è verificata. Comunque corriamo subito in casa, una casa bellissima, al 30* piano con vista super, il nostro quartiere non ha un edificio più basso dei 70m e siamo circondati da centri commerciali, qui vivono dentro i centri commerciali, come se si sentissero al sicuro, hanno palestre, scuole di ballo per bambini, sale giochi, campi da calcio e da basket; e sono immensi e lussuosi. Potrei quasi confermare che ogni stazione della metro abbia il suo centro commerciale (quasi 400 fermate).

La metro come a Pechino è facile e intuitiva, non è così complicato come potrebbe sembrare, paghi a tratta ed è tutto indicato, su quello proprio non possiamo lamentarci. L’unica cosa che sbagliamo sempre è magari scendere a una fermata prima oppure non cambiarla per solo una fermata e dire “massi facciamola a piedi”, ecco su quello siamo recidivi, siamo fiduciosi, perché poi alla fine sono almeno 1 ora di camminata, tra che cerchi di capire come uscire da quel posto e le distanze chilometriche, non ne esci più. Sottoterra c’è un mondo, anzi un universo.

Tornando all’essenza della città, non si può non notare la presenza costante di grattacieli, sono veramente ovunque, una distesa infinita, fino all’orizzonte,

e sono alti, ma alti alti… certo se no non si chiamerebbero grattacieli, le strade principali sono autostrade, da 5-6 corsie, infatti il traffico è pochissimo, cioè ce n’è, ma è incredibile come sia così poco.

Comunque ieri, oggi, vabbhe ieri, sono salito su i due grattacieli più alti di Shanghai, spendendo una fortuna (dopo vi spiego perché); sono partito dal Bund, che è il quartiere fulcro della città, quello nato all’inizio del ‘900, da questa parte puoi ammirare il quartiere finanziario, quello delle banche.

Ecco questo è il Financial Center, quando ti trovi davanti a questa vista, rimani senza fiato, pur avendola già vista su internet o da altre parti, e rimani senza fiato ancora di più, quando scopri che quella sponda, fino al 1995, erano semplicemente dei campi con qualche casetta, hanno iniziato a costruire la Pearl Tower che è l’edificio più bizzarro (un’antenna della Tv) e poi dal 2000 in poi tutto il resto; cioè in 20 anni hanno costruito un impero di grattacieli. E non grattacieli qualsiasi, ma all’avanguardia, ipermegatecnologici.

Come sapete, o forse no, viaggio in compagnia di 5 donne, si CINQUE; e ieri sono riuscito a scappare verso le 7 del mattino e non sentirle per tutto il giorno (ma cercherò di fare un capitolo su di loro). Cosi mi sono preso la giornata (perché alla fine con loro é come se stessi sempre a lavoro e anche un po’ in pensiero) e sono andato a fare il cazzo che volevo, e come vi dicevo, io adoro le viste dall’alto, è così sono salito sui due grattacieli. Code su code e salgo prima su quello più basso che si chiama Shanghai World Financial Center (SWFC) oppure “apri bottiglia” e ovviamente qui non parlano una cippa di inglese, così compro un biglietto a caso, opto per quello più caro (ovviamente 7 tipologie di biglietto differenti tutti spiegati in cinese), pensando di poter fare tutto, e salire ovunque e spendendo sulla ventina di euro, quando salgo al 94 piano, mi stoppano e mi dicono che il mio biglietto era valido solo fino a la perché avevo optato per una fantastica mostra sui manga giapponesi, io rimasto basi-le (ovviamente tutta in cinese e giapponese); così mi ri-dirigo verso la biglietteria e rispendo altri 20 euro per salire fino al 100 piano. Non vi sto manco a raccontare l’emozione di vedere la città, penso di aver pianto.

Scendo e decido di salire sull’altro, Shanghai Tower, secondo grattacielo più alto del mondo, la sua punta tocca i 632m, a forma di spirale, anche qua coda chilometrica e tempi di attesa

lunghissimi. Si pone lo stesso problema di prima, non capendo un cazzo, decido io di mia spontanea volontà di fare il biglietto più costoso, ben 35 euro, non sapendo ancora a cosa stessi andando incontro. Comunque salgo, l’ascensore pazzesco, il più veloce al mondo, 560m in un minuto, che manco il mio dal piano terra al semplice terzo piano. Quando esci hai un senso di disorientamento totale e vedi tutti che dondolano su loro stessi, infatti perché uno dovrebbe farsi di funghetti?

Esco e la vista è più mozzafiato dell’altro, è pazzesca, non potrei descrivere la mia emozione nel vedere questo spettacolo. Hai una visione totale della città, riesci a essere presente ovunque, ti da un senso di appartenenza.

Tornando al biglietto, io ho pagato di più, perché incluso nel mio pacchetto (che ribadisco totalmente a caso) mi sono ritrovato in una stanza, con solo cinesi, a fare un tour sui venti che battono su Shanghai, benissimo! Ovviamente tutto in cinese, quindi ho dovuto dedurre. Sarebbe stato anche figo perché ti spiegava come il grattacielo affronta i tifoni e i venti forti, ed é per questo che é ad spirale, sempre da quello che ho capito, in punta ci sta una specie di turbina enorme, che sarà grande quanto tutta la casa di Via Malta (un piccolo condominio di 5 piani insomma) e che gira e raccoglie le correnti d’aria per dare energia all’edificio; sarebbe stato interessante capire di più. Mi sono dovuto pippare pure un documentario di 45 minuti.

Le ore passano, i chilometri aumentano e decido ancora di fare una passeggiata e nel frattempo cala la sera. Torno a casa dalle ragazze e mangiando ravioli surgelati del supermercato ci addormentiamo, anche per loro era stata una giornata dura, ma ricca. Domani Disneyland!

Vi condivo un video, della durata di 30 secondi, che ho fatto in timelapse del quale vado molto fiero, perché é stato tutto improvvisato.

https://youtu.be/0c9RD-138fI

4 Comments

  1. Hai raccontato la tua esperienza così bene che quasi mi sembrava di essere lì con te….e sulla “fantastica mostra sui manga giapponesi” sono morta, letteralmente sdraiata a terra 🤣🤣

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