La dura realtà dei fatti

Saltando da un posto all’altro, e scrivendo questo blog un po’ alla caso, proprio come il nostro viaggio in Cina, inizierò a parlarvi di Guilin, tralasciando Hong Kong e tutto il resto.

Il nostro arrivo a Guilin è stato traumatico, siamo partiti da Hong Kong la mattina presto, per prendere poi un treno a Guangzhou e poi un treno per Guilin, sarebbe stato tutto perfetto, e oltretutto tutto prenotato, tutto.

Peccato che anche partendo in tempo da Hong Kong, superando la frontiera, prendendo il treno all’ultimo e arrivando a un orario decente a Guangzhou, cambiando stazione da Nord a Ovest (1 ora di taxi nella stessa città), arrivando a Guangzhou Ovest 30 min prima, correndo come disperati per fare i biglietti (che avevamo già comprato ma in Cina bisogna ritirarli in biglietteria, furbi eh), facciamo i biglietti, corriamo al binario, ed era già chiuso!

Quindi sudati e sporchi torniamo in biglietteria, dove ovviamente ci sballottolano da uno sportello all’altro, mi sembrava di stare in una delle 12 fatiche di Asterix, e scopriamo che non ci sono più treni disponibili fino a 4 giorni dopo. BENISSIMO! Ci mobilitiamo per trovare un’altra soluzione, dall’affittare una macchina (che sarebbe stato bellissimo, dato che in autostrada tuttE le scritte sono in cinese), alle 18 ore di bus, all’andare a piedi (almeno smaltivamo tutto il fritto mangiato); in tutto ciò camminando in questa stazione enorme, ma voi non potete immaginare di quanto siano grandi le stazioni cinesi. Alla fine dopo mille gesti e incomprensioni optiamo per 6 ore di taxi; voi direte e quanto vi sarà costato? Bene 10 euro in più del treno (totale 300 euro in 6). Alla fine siamo riusciti ad arrivare a Guilin per tarda sera.

Avevo mille aspettative su Guilin, per due motivi, il primo per un documentario che avevo visto un bel po’ di anni fa, il secondo per la mia amica Eliana (che tutt’ora mi sta aiutando a capire questo popolo di pazzi) c’era stata una decina di anni fa e vedendo le foto me ne ero innamorato; quindi le mie aspettative erano altissime (ed è quasi sempre un male avere delle aspettative alte), ma solo alla fine vi dirò se sono soddisfatto o no.

Decidiamo di passare 3 notti, un po’ per riposare, un po’ perché c’è tante cose da fare e anche perché più della metà del gruppo ci avrebbe abbandonato, e saremmo rimasti soli io e Eleonora.

Comunque come prima escursione abbiamo preso delle fantastiche barchettine in bambù e abbiamo risalito il fiume, volevo morire, abbiamo fatto 2 ore in ste cazzo di imbarcazioni, 2 a 2 eravamo, con Veronica che era in sindrome premestruale, e ha parlato ininterrottamente, sta roba che non finiva più, volevo solo buttarmi nel fiume e arrivare a Terra. Avevo il culo piatto, sarebbero bastati 20 min per fare sta roba, eh invece. Comunque paesaggi mozzafiato, bellissimi.

Ovviamente non ero soddisfatto di quella giornata, mi aspettavo molto di più. Nel frattempo Roberta e Martina, che sarebbero state le prime a lasciarci, ci lasciano, e hanno avuto problemi all’aeroporto, stavano rischiando di non partire per un problema di incomprensione di passaporti, ma all’ultimo sono riuscite a prenderlo. Noi nel frattempo avevamo prenotato un tour (perché qui ti muovi solo con tour), hai due opzioni, o viaggi con tour cinesi con milioni di persone o spendi un po’ di più e fai un tour privato. Abbiamo optato per il tour in pvt con una fantastica guida Kathy.

Come prima tappa siamo stati nelle risaie, qui c’è sempre un bordello, cinesi ovunque, si giustamente siamo in Cina, ma qui sono veramente ovunque, e dove ci sono posti turistici c’è sempre casino, quindi con cordialità (anche se nella realtà avrei voluto dirle di portarci più lontano possibile dalla sua gente) ho chiesto a Kathy se ci fosse un posto per vedere le risaie senza troppi cinesi nei dintorni. Ed è stata la scelta sicuramente migliore.

Sembra un po’ in parallelo le nostre Langhe, colline, terrazzamenti, posti molto tranquilli. Ma la cosa più importante nessun turista, solo noi e Kathy; poi abbiamo visitato un paesello dove ci siamo fermati a mangiare. Qui usano molto, indovinate? Il riso! Quindi abbiamo mangiato il riso con il bambù, il riso con il pollo, il riso con i fagioli, abbiamo riso molto.

Di seguito alcune foto del paesino e delle risaie, anche con il drone e sembra la mappatura del terreno, cioè lo è alla fine.

Io avevo un ultimo desiderio e dato che ormai eravamo sazi della risaie e del riso, chiesi alla nostra cara guida di portarci di nuovo a vedere le tanto desiderate montagnole. E li successe l’incredibile.

Ovviamente eravamo dall’altra parte della regione, quindi altre 4 ore di macchina. Arrivati sul posto iniziammo a camminare a camminare… a destra il fiume, e noi circondati da questo spettacolo naturale, completamente soli, senza nessuno, camminiamo camminiamo, e in lontananza un vecchietto che pesca, eccolo il mio sogno, il mio desiderio, una delle motivazioni del mio viaggio. LUI. Avevo letto che ormai erano rimasti in pochi, che quello che facevano erano solo più in tre in quella regione, che erano speciali.

Eccolo, con il suo bastone, il suo cappello, e i suoi cormorani. Eccolo il motivo del mio ritorno alle montagnole. Non potevo crederci, noi e lui soli.

All’inizio era timido, poi dopo si è sbloccato, e ci ha mostrato come pesca. Straordinario. Praticamente i cormorani sono ammaestrati, pescano il pesce, e lo riportano a LUI, e ogni tanto li lascia qualcosa a sti poveretti. Ma la maestria con cui lo fa è eccezionale. Ero davvero felice.

———- rewind ———– rewind ———–

Così come ve lo raccontata è come mi sarebbe piaciuta che fosse andata. In realtà il mio desiderio era veramente quello di beccare sto tipo, quindi dalle risaie Kathy lo chiama, e chiede se lui fosse disponibile per uno spettacolo per noi, e lo stronzetto le ha detto che era pieno, Kathy donna intraprendente, ha insistito, e per la modica cifra di 50 euro l’ha convinto. Altro che timido, un furbacchione. Comunque la scena era bellissima, io in mezzo all’acqua che lo fotografavo, dietro le mille navi da crociera piene di cinesi che fotografavano me che fotografo lui, dietro di lui altri cinesi, e a fianco ristornati.

Nonostante ciò, io sono contento di come si è svolta la giornata, e voglio pensarla come l’ho descritta la prima volta. Un sogno che si avvera, in un paradiso (sperando che rimanga tale).

3 Comments

  1. Un viaggio da sogno, foto bellissime, da catalogo…e quel pescatore, ma davvero sono rimasti in tre?
    Io vivrei molto bene in quel paesino, mangiare riso ogni giorno non sarebbe un sacrificio, anzi…hai presente l’insalata di riso a colazione? per iniziare bene la giornata :-))

    Mi piace

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